C'e' un giorno, all'inizio di dicembre, in cui Milano si ferma e si racconta. E' il 7 dicembre, festa di Sant'Ambrogio, patrono della citta': gli uffici pubblici chiudono, le scuole restano a casa e attorno al Castello Sforzesco si accendono le bancarelle della fiera degli Oh bej! Oh bej!. Per chi soggiorna a Milano in quei giorni e' l'occasione di vedere una citta' che di solito viene descritta come frettolosa e produttiva mentre indossa i panni della tradizione popolare, tra profumo di caldarroste e cortei di bancarelle sotto le mura.
Ambrogio, il vescovo che divenne il patrono
Ambrogio fu vescovo di Milano nel IV secolo, in un'epoca in cui la citta' era una delle capitali dell'Impero romano e contava molto piu' di quanto la memoria comune ricordi. Uomo di governo prima ancora che di Chiesa, e' rimasto nella storia per il peso politico che seppe esercitare e per l'impronta lasciata sulla liturgia locale, tanto che ancora oggi Milano e buona parte della sua diocesi seguono un rito proprio, detto appunto ambrosiano. La sua figura e' talmente identitaria che l'aggettivo ambrosiano viene usato dai milanesi come sinonimo di milanese, e la basilica che porta il suo nome, con il doppio campanile e l'atrio porticato, resta uno dei monumenti piu' amati della citta'. Il 7 dicembre e' la sua ricorrenza ed e' festa patronale a tutti gli effetti.
Una fiera con oltre cinque secoli di storia
La fiera degli Oh bej! Oh bej! e' uno degli appuntamenti piu' antichi di Milano e si tiene ogni anno attorno alla ricorrenza del patrono, di solito nei giorni immediatamente vicini al 7 dicembre, per una durata di circa quattro giornate. Il nome nasce da un episodio raccontato dalla tradizione: nel 1510 arrivo' in citta' Giannetto Castiglioni, inviato pontificio, che per farsi ben accogliere dai milanesi distribui' doni ai bambini. Alla vista dei regali i piccoli avrebbero gridato in dialetto oh bej, oh bej, cioe' "oh belli, oh belli". Da quell'esclamazione, secondo il racconto popolare, deriva il nome che la fiera porta ancora oggi.
Dal sagrato di Sant'Ambrogio al Castello Sforzesco
Per moltissimo tempo la fiera si e' tenuta attorno alla basilica di Sant'Ambrogio, dove era stata trasferita nel 1886 e dove e' rimasta per circa centoventi anni. Il suo stesso successo, pero', l'ha resa incompatibile con quelle strade: la folla cresceva di anno in anno e le vie strette del quartiere non erano piu' in grado di reggere il flusso in condizioni di sicurezza. Dal 2006 la manifestazione si e' quindi spostata nell'area attorno al Castello Sforzesco, tra Foro Buonaparte e le vie che costeggiano le mura, uno spazio molto piu' ampio e scenografico. Il trasloco, temuto da molti, si e' rivelato azzeccato: la fiera ha guadagnato respiro e la cornice del castello, con il Parco Sempione alle spalle, le ha dato una scenografia difficile da eguagliare.
Che aria si respira tra le bancarelle
Camminare tra i banchi degli Oh bej! Oh bej! significa attraversare un campionario di artigianato, antiquariato minore, oggetti da regalo, giocattoli, addobbi natalizi, formaggi, salumi e dolci. Il simbolo gastronomico della fiera sono i firunatt, le lunghe collane di castagne infilate su uno spago, un tempo protagoniste assolute dei banchi; accanto a loro non mancano mai le caldarroste e il vino caldo, che nelle giornate umide di dicembre fanno la loro parte. E' una fiera densa, rumorosa e molto frequentata: nei giorni centrali la folla e' notevole, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando le luci accese sulle bancarelle e la mole del castello sullo sfondo creano l'immagine che tutti fotografano.
Il legame con la Prima della Scala
Il 7 dicembre a Milano ha un secondo volto, molto diverso da quello della fiera. La sera del giorno di Sant'Ambrogio il Teatro alla Scala inaugura la sua stagione con la cosiddetta Prima, l'appuntamento piu' mondano e piu' seguito dell'anno cittadino. Non e' sempre stato cosi': per oltre un secolo e mezzo la stagione scaligera si apriva il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, e fu nel 1951, sotto la direzione di Victor de Sabata, che l'inaugurazione venne spostata alla ricorrenza del patrono. Da allora la data non e' piu' cambiata, e nell'immaginario collettivo Sant'Ambrogio significa contemporaneamente bancarelle e sipario. La giornata diventa cosi' un ritratto completo della citta': popolare al mattino attorno al castello, in abito da sera dopo il tramonto.
Come organizzarsi
La fiera si svolge all'aperto e in dicembre a Milano l'umidita' si sente: scarpe comode e abbigliamento caldo non sono un dettaglio. L'area del castello e' servita da piu' linee di metropolitana e da diverse linee di superficie, e conviene raggiungerla con i mezzi pubblici perche' in quei giorni la circolazione nella zona e' fortemente condizionata. Da La Musa di Dante, con la M3 a circa 700 metri, il centro e' a poche fermate e il castello si raggiunge con un solo cambio. Le date esatte dell'edizione, gli orari di apertura dei banchi e l'eventuale programma di contorno cambiano ogni anno: verificateli sui canali ufficiali della manifestazione e del Comune prima di mettervi in cammino.
Il Natale milanese parte da La Musa di Dante
Un appartamento tranquillo tra Porta Romana e Viale Umbria, con la M3 a 700 metri: il Castello Sforzesco e le bancarelle di Sant'Ambrogio si raggiungono in pochi minuti di metro.