Milano si scopre meglio di quanto la sua fama di città sempre di corsa lasci immaginare. Il centro storico è compatto e in gran parte percorribile a piedi, e dove le gambe non arrivano ci pensa una rete di metropolitane rapida e ordinata. Chi alloggia a La Musa di Dante, nell'area residenziale tra Porta Romana e Viale Umbria, parte avvantaggiato: la linea gialla M3 è a settecento metri e porta nel cuore della città in una manciata di fermate. Due giorni bastano per mettere insieme il monumento simbolo, un castello, un quartiere di cortili e una serata sull'acqua, senza affanno e senza mai prendere l'auto.
Primo giorno: il Duomo e la Galleria
Cominciate dal principio, cioè da Piazza del Duomo. L'impatto con la cattedrale è la cosa più milanese che vi possa capitare: una montagna di marmo rosato coperta di guglie, iniziata alla fine del Trecento e portata avanti per secoli da una fabbrica che non ha mai smesso di lavorarci. Prendetevi il tempo di girarle attorno prima di entrare, perché il fianco lungo verso il Palazzo Reale racconta la storia del cantiere meglio della facciata. All'interno colpiscono soprattutto le vetrate e la foresta di pilastri che regge le cinque navate. Per le terrazze, raggiungibili a piedi o con l'ascensore, conviene organizzarsi in anticipo verificando modalità di accesso e biglietti sui canali ufficiali.
Sul lato nord della piazza si apre la Galleria Vittorio Emanuele II, il passaggio coperto in ferro e vetro progettato da Giuseppe Mengoni e inaugurato nella seconda metà dell'Ottocento. Attraversatela guardando in alto, verso la cupola dell'ottagono e i mosaici del pavimento, e ne uscirete davanti al Teatro alla Scala: visto da fuori l'edificio è volutamente sobrio, quasi anonimo, ed è proprio questo il suo carattere.
Il pomeriggio al Castello Sforzesco
Da piazza della Scala una passeggiata di pochi minuti lungo via Dante, tutta pedonale, vi porta davanti al Castello Sforzesco. Fortezza viscontea e poi residenza ducale rifondata da Francesco Sforza a metà Quattrocento, oggi è un enorme contenitore di musei civici: dentro trovano posto raccolte d'arte antica, una collezione di strumenti musicali, una pinacoteca e la Pietà Rondanini, l'ultima scultura rimasta incompiuta di Michelangelo. Anche solo attraversare i cortili, senza entrare in nessuna collezione, vale la deviazione.
Oltre il castello si apre il Parco Sempione, il grande giardino all'inglese ricavato dall'antica piazza d'armi. Percorretelo fino in fondo e vi ritroverete sotto l'Arco della Pace, l'arco trionfale neoclassico voluto in epoca napoleonica e completato soltanto decenni più tardi. È il punto giusto per una sosta all'ombra prima di rientrare verso il centro.
Secondo giorno: Brera e i suoi cortili
Il secondo giorno si apre con Brera, il quartiere di vie strette e selciato che sta appena a nord del centro. Il cuore è il Palazzo di Brera, un unico grande complesso che ospita l'Accademia di Belle Arti, la Biblioteca Braidense, l'Orto Botanico e soprattutto la Pinacoteca di Brera, una delle raccolte più importanti d'Italia: Mantegna, Bellini, Piero della Francesca, Raffaello, Caravaggio, Hayez. Nel cortile d'onore, al centro, il Napoleone in bronzo di Antonio Canova dà subito la misura dell'ambizione del luogo.
Se vi restano energie, poco più a ovest si trova Santa Maria delle Grazie, il convento domenicano che custodisce il Cenacolo di Leonardo. L'ingresso è contingentato e va prenotato con largo anticipo attraverso i canali ufficiali: mettetelo in programma prima di partire, non il giorno stesso.
Il tardo pomeriggio sui Navigli
Chiudete la giornata sui Navigli. Dalla Darsena, il vecchio bacino portuale della città, si diramano il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese: due canali che per secoli hanno portato a Milano merci, pietra e persone. La passeggiata lungo l'alzaia del Naviglio Grande è la più bella, con le case di ringhiera affacciate sull'acqua e, sul lato opposto, l'imbocco del Vicolo dei Lavandai con il suo antico lavatoio coperto. Al tramonto il quartiere cambia pelle e si riempie di gente: è il momento in cui Milano somiglia di più a una città d'acqua.
Il rientro verso Porta Romana
Per tornare non serve attraversare mezza città: dai Navigli si rientra comodamente con i mezzi pubblici e, una volta sulla linea gialla, la fermata di riferimento è a pochi minuti a piedi da La Musa di Dante. La zona attorno a Porta Romana merita del resto una passeggiata a sé, fra palazzi residenziali, viali alberati che seguono il tracciato delle antiche mura spagnole e la vicina Rotonda della Besana con il suo portico circolare. Dopo due giorni di camminate è il modo migliore per capire com'è Milano quando smette di posare per i turisti e torna semplicemente a vivere.
Due giorni a Milano partendo da La Musa di Dante
La Musa di Dante e' un appartamento tranquillo tra Porta Romana e Viale Umbria, con la linea gialla M3 a settecento metri. Scriveteci su WhatsApp per verificare le disponibilita'.