Chi conosce Milano solo per le sue estati afose fatica a immaginarla d'inverno. Eppure e' nella stagione fredda che la citta' si mostra piu' fedele a se stessa: la luce cala presto, i lampioni si accendono sul selciato bagnato, la foschia smussa i contorni dei palazzi e i tram sbucano dal grigio come apparizioni. Dicembre, in particolare, e' il mese in cui Milano concentra le sue tradizioni piu' amate. Se dovete scegliere quando venire e non vi spaventa il freddo, e' probabilmente il periodo che vi restera' piu' impresso.
La nebbia, un'eredita' che resiste
La nebbia milanese e' meno fitta di un tempo, ma non e' sparita. Nasce dalla posizione della citta', al centro della Pianura Padana, dove l'aria umida ristagna e nelle notti serene si condensa vicino al suolo. La incontrate soprattutto al mattino presto e nel tardo pomeriggio, quando avvolge i viali alberati e trasforma le facciate in quinte di teatro. Vestitevi a strati: il freddo qui non e' pungente come in montagna, ma e' umido e penetrante, e conviene privilegiare cappotti caldi, sciarpa e scarpe impermeabili. In compenso, la citta' e' fatta apposta per l'inverno: portici, gallerie, cortili coperti, musei ampi e caldi in cui rifugiarsi quando le mani cominciano a bruciare.
L'albero in piazza Duomo e le luci
Ogni anno, a ridosso dell'inizio di dicembre, in piazza Duomo viene allestito e acceso il grande albero di Natale. L'accensione e' un piccolo rito collettivo: la piazza si riempie, il conto alla rovescia rimbalza tra le facciate e per qualche settimana l'abete diventa il fondale di milioni di fotografie, con la cattedrale illuminata alle spalle. Poco piu' in la', sotto l'ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, un secondo albero completa la scenografia. Da li' le luminarie si diramano lungo le vie dello shopping e raggiungono decine di strade e quartieri, centro e periferie comprese. E' una passeggiata che si fa benissimo a piedi, senza un itinerario preciso: basta partire dal Duomo e lasciarsi guidare dalle insegne.
Sant'Ambrogio e gli Oh bej! Oh bej!
Il 7 dicembre Milano festeggia il suo patrono, Sant'Ambrogio, e per la citta' e' una data che vale quanto un capodanno. Intorno a quel giorno si tiene la fiera degli Oh bej! Oh bej!, il mercato tradizionale piu' antico e piu' milanese di tutti: le origini della manifestazione risalgono al primo Cinquecento e il nome, in dialetto, non e' altro che l'esclamazione di meraviglia dei bambini davanti alle bancarelle. Per secoli la fiera si e' svolta attorno alla basilica di Sant'Ambrogio; da alcuni anni si tiene invece nell'area del Castello Sforzesco. Fra i banchi trovate artigianato, oggetti in rame e ottone battuto, stampe e libri usati, fiori, dolci della tradizione e i firunatt, le lunghe collane di castagne affumicate infilate a filo. Dura in genere pochi giorni, a cavallo della festa del patrono: le date esatte e il programma cambiano di anno in anno, quindi controllateli sui canali ufficiali prima di partire.
La stagione della Scala
Sempre il 7 dicembre, e non per caso, il Teatro alla Scala inaugura la sua stagione lirica. La tradizione risale alla meta' del Novecento e da allora la Prima e' diventata un rito civile prima ancora che musicale: la citta' si ferma, le transenne circondano il teatro, la folla si raduna in piazza per guardare l'arrivo degli ospiti mentre lo spettacolo viene trasmesso anche fuori dalle mura del teatro. Non serve avere un biglietto per sentirne l'atmosfera: basta essere in centro quella sera. Per le modalita' di accesso, le repliche e le eventuali proiezioni pubbliche, fate riferimento ai canali ufficiali del teatro.
Mercatini, cortili e il resto dell'inverno
Oltre alla fiera del patrono, per tutto dicembre Milano ospita altri mercatini ricorrenti: quello che si allestisce ogni anno nell'area del Duomo, i banchi natalizi che compaiono in diverse piazze e i mercatini solidali organizzati da associazioni cittadine in spazi al coperto. Molti quartieri, compresi quelli residenziali come la nostra zona tra Porta Romana e Viale Umbria, allestiscono piccole iniziative di via, con vetrine addobbate e cori nei cortili. Passato il capodanno, l'inverno milanese continua con il carnevale ambrosiano, che qui finisce quattro giorni piu' tardi che nel resto d'Italia perché il rito ambrosiano fa cominciare la Quaresima quattro giorni più tardi: il sabato dopo il mercoledi' delle ceneri i bambini mascherati riempiono ancora le strade. E' un dettaglio minuscolo, ma racconta bene una citta' che sotto l'apparenza efficiente custodisce tradizioni testarde. Anche in questo caso, per date e programmi affidatevi ai canali ufficiali.
Un inverno al caldo con La Musa di Dante
Dopo una giornata tra mercatini e vetrine illuminate, La Musa di Dante vi aspetta in una zona residenziale e silenziosa tra Porta Romana e Viale Umbria. Con la metropolitana gialla a 700 metri il centro resta a una manciata di fermate.